CIP-Gallura - Consorzio Industriale Provinciale - Gallura
La seconda giovinezza dei consorzi industriali
La seconda giovinezza dei consorzi industriali: da venditori di spazi attrezzati a centri di competenze di alto livello. Nati per infrastrutturare le aree industriali, oggi i consorzi industriali si candidano ad essere poli generatori di sviluppo. Se ne è parlato a Roma in occasione della presentazione dello studio sui “Modelli organizzativi e strategie per favorire la nascita di nuove imprese e la creazione di infrastrutture e servizi” che la società Tecno-Ficei (la struttura operativa della Federazione Italiani Consorzi Enti Industrializzazione), ha realizzato su incarico del Ministero dello sviluppo economico.
Un’occasione unica in cui diversi autorevoli studiosi si sono confrontati sul tema dei consorzi, della loro mission, dei probabili percorsi di evoluzione e del loro possibile futuro. A questo proposito il presidente emerito della Corte Costituzionale il prof. Piero Alberto Capotosti, ha parlato nel suo intervento di una “seconda giovinezza dei consorzi” i quali possono ormai essere considerati a pieno titolo di rilevanza primaria ai fini della politica di sviluppo economico del paese. Con quali compiti? Ambiziosi. In questo quadro, infatti, il consorzio industriale smette di essere un venditore di spazi attrezzati e diventa un centro ad alto livello per la gestione del sistema territoriale di sua competenza. Il prof. Matteo Caroli della LUISS di Roma ha individuato una serie di funzioni strategiche attraverso le quali i consorzi industriali realizzerebbero questa evoluzione: lo sviluppo di vaste aree del territorio a fini industriali ma anche commerciali, residenziali e di servizi, coniugando interesse pubblico e creazione di valore economico; l’erogazione di servizi ad alto valore aggiunto il cui accesso sarebbe difficile, se non impossibile, per la singola impresa (programmi di formazione, studi e progetti per lo sviluppo produttivo, ricerche e studi per l’innovazione tecnologica, consulenza, certificazione di qualità alle imprese, ecc.); la promozione di progetti di innovazione industriale. I Consorzi, inoltre, possono svolgere una funzione di ispiratori e coordinatori per lo sviluppo di sinergie di tipo distrettuale, e, infine, possono mettere a disposizione i mezzi per le infrastrutturazioni di seconda generazione, ovvero quelle che ottimizzano l’impatto ambientale dei processi produttivi. Tutto ciò, ovvero la qualità delle infrastrutture e dei servizi all’interno dell’area consortile, secondo il prof. Caroli, si traduce “in una percezione di qualità delle imprese che sono localizzate nella stessa area”. Ed aggiunge che un Consorzio riconosciuto come area industriale di eccellenza ha un effetto traino sulla notorietà delle aziende insediate, e può agire come un “marchio ombrello” che “caratterizza la stessa identità delle sue imprese e ne attesta il livello qualitativo almeno potenziale”.
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Settembre 2009 09:08 )







